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Primo Conti

Primo Conti(Firenze, 1900 - ivi, 1988), artista e scrittore, dipinge a soli undici anni il suo primo quadro, un  autoritratto su cartoncino; a tredici compone l’opera musicale “Romanza per violino e pianoforte” e in occasione della mostra futurista organizzata da “Lacerba” nel 1913, conosce Soffici, Marinetti, Palazzeschi e Papini. Quest’ultimo gli regala una cartolina con dedica “Al più giovane e intelligente visitatore dell’Esposizione futurista”. Nel 1917 costituisce con Baldessari, Ginna, Lega, Venna, i fratelli Nannetti, Spina e Rosai, il gruppo futurista fiorentino. Tra il 1917 e il 1921 pubblica una raccolta di prose poetiche “Imbottigliature” ed entra in contatto con i maggiori esponenti delle avanguardie, tra cui Picasso. Fonda con Corrado Pavolini la rivista “Il Centone” (1919) alla quale collaborano Rosai e Lega, e l”Enciclopedia”, una rivista satirica in formato tascabile considerata un raro esempio di dada italiano. Nel 1920 pubblica “La fanfara del costruttore” e partecipa alle principali rassegne futuriste in Italia e all’estero. Nel 1928 contribuisce con Leonida Rèpaci alla fondazione del Premio Viareggio e dal 1935 al 1939 collabora con il Maggio Musicale Fiorentino creando scenografie, bozzetti e costumi. Nel 1941 è titolare della cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove espone con De Chirico. Nel 1962 a Palazzo Strozzi viene organizzata una mostra per celebrare i cinquant’anni della sua pittura e nel 1980 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti gli viene dedicata un’imponente rassegna. Nello stesso anno nasce la Fondazione che porta il suo nome, vede la luce il libro “Vecchia bicicletta nuova” e nel 1983 “La gola del merlo”, la sua autobiografia sotto forma di intervista rilasciata a Gabriel Cacho Millet.

L’Archivio Primo Conti, dichiarato di notevole interesse storico a norma dell’art.36 del D.P.R. 30.11.63, è stato acquistato dalla Fondazione nel 1985. Il materiale archivistico che lo compone, circa 25.000 pezzi tra lettere, manoscritti, disegni, fotografie, libri, periodici, è stato raccolto scrupolosamente dall’artista durante tutta la sua vita, a cominciare dal 1911 fino all’anno della sua morte, 1988.

L’archivio è stato diviso, durante gli ordinamenti che si sono succeduti nel corso degli anni, nelle seguenti sezioni.

La sezione Corrispondenza, composta di circa 13.000 unità attribuibili a più di 2000 mittenti, raccoglie lettere, cartoline, biglietti inviati a Conti a partire dagli anni dieci da numerosi corrispondenti che ricordiamo qui solo parzialmente: Balla, Bigongiari, Bonsanti, Bontempelli, Bueno, Cangiullo, Carrà, Costetti, De Chirico, De Pisis, Dottori, Falqui, Lega, Lisi, Loria, Marinetti, Nannetti, Negri, Nomellini, Notte, Ojetti, Palazzeschi, Papini, Pavolini, Pea, Pratella, Ragghianti, Raimondi, Russolo, Sanminiatelli, Soffici, Vallecchi. Molti sono, inoltre, i corrispondenti per i quali è possibile ricostruire l’intero carteggio, in quanto Conti ha conservato le sue minute. Per citarne soltanto alcuni, i carteggi con Abba, Aleramo, Bacchelli, Bonsanti, Carrà, De Chirico, Marinetti, Palazzeschi, Pavolini, Prezzolini, Papini, Rosai, Oietti, Moretti, Nannetti, Notte, Meriano.

La sezione Manoscritti, nella quale sono confluiti tutti gli autografi di Conti a partire dai quaderni redatti negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza (la prima data certa è 1905), i taccuini, i quaderni, le agende che annotano pensieri, poesie, progetti, fino alle varie stesure delle opere letterarie e i numerosi scritti sull’arte, la musica, il teatro, la religione, la filosofia. A questa sezione si affianca quella che raccoglie i manoscritti di altri autori che hanno dedicato a Conti i loro scritti (Argan, Colacicchi, Romanelli, Venturoli) e i testi inviati all’artista probabilmente per averne un parere.

La sezione Fototeca, divisa in Fototeca Vita e Amici e Fototeca opere, raccoglie un ricco ed importante patrimonio iconografico che costituisce una storia per immagini del novecento italiano, con particolare rilevanza culturale attribuibile al materiale del primo cinquantennio del secolo. Attraverso la raccolta delle foto della vita e dei compagni di strada di Conti e la collezione delle riproduzioni delle sue opere, si delinea la vicenda delle avanguardie restituita ai volti dei suoi protagonisti (Marinetti, Palazzeschi, Papini, Soffici, Russolo, Balla, Carrà, De Chirico, solo per citare i più noti) e al loro contributo in termini di produzione artistica. Della Fototeca opere fanno parte, oltre la produzione pittorica, i disegni, gli acquarelli, i mosaici, le sculture, le ceramiche realizzate da Conti.

La Sezione Biblioteca accoglie la collezione privata del Maestro che conta più di mille volumi, per lo più afferenti al Futurismo e, più generalmente, al periodo delle Avanguardie. Numerose sono le prime edizioni riconducibili ai protagonisti di quella irripetibile stagione: Papini, Soffici, Conti, Rosai, Ginna, Marinetti, Depero, Balla, Corradini, Palazzeschi, per ricordarne soltanto alcuni. A questo importante nucleo librario si affianca una più esigua sezione comprendente pubblicazioni di varia natura: libretti d’opera, spartiti musicali, alcune bozze di stampa delle opere letterarie di Conti e l’importante raccolta dei cataloghi di mostre a partire dagli anni dieci.

La Sezione Rassegna Stampa, divisa per anni, raccoglie la documentazione a stampa sulla vita privata e artistica di Conti, a partire dalle sue prime affermazioni pubbliche (1914-’15)  fino alla morte. Si tratta per lo più di ritagli fra i quali rivestono un particolare interesse quelli raccolti dallo stesso Conti e da lui sistemati in sei album di grande formato che, nel loro insieme, costituiscono una sorta di autobiografia dell’artista tra pubblico e privato a partire dagli anni dieci fino agli anni trenta.

La Sezione Periodici raccoglie tutte le riviste che Conti ha personalmente conservato a partire dalle testate storiche del Futurismo come “Lacerba” e “L’Italia Futurista”, per approdare alla collezione di “Valori Plastici”, ad alcuni numeri della marinettiana “Poesia”, dell’ “Italia letteraria” e della “Fiera Letteraria”, attraverso esperienze inedite e particolari come quelle testimoniate dalla rivista “Il Centone” e dalla collezione della piccola rivista fiorentina “L’Enciclopedia”. Si tratta, complessivamente, di più di cinquecento testate che costituiscono un patrimonio di indiscutibile valore per documentare non solo il periodo delle Avanguardie Storiche ma pure tutta la travagliata storia del primo e secondo dopoguerra (“La voce”, “La Diana”, “Avanscoperta”, “Il regime fascista”, “Campo di Marte”, “La riviera ligure”, “La gazzetta del popolo”, “L’impero”, “Il Mondo” ecc.).

La Sezione Disegni comprende circa 200 pezzi databili tra il 1912 e il 1983, fra i quali spiccano per padronanza tecnica e compiutezza di stile, i precocissimi giornali scolastici ispirati al tema della guerra italo-turca (1912), i numerosi ritratti della moglie e del padre (1932-1934), della figlia Maria Novella (1932-1933), degli amici Corrado Pavolini e Aldo Palazzeschi (1929 e 1940) e gli intensi autoritratti (1938). Raggruppati in un nucleo a parte, i bozzetti e i figurini d’opera, circa 85 pezzi eseguiti tra il 1935 e il 1961, testimoniano la lunga e feconda attività di scenografo e costumista in colaborazione con i più prestigiosi teatri italiani: il Comunale e la Pergola di Firenze, l’Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il Teatro di Corte a Napoli.

La Sezione Lastre e grafica raccoglie le lastre originali sulle quali sono state tirate le opere grafiche di Conti, pubblicate nel catalogo “Primo Conti, Catalogo generale della grafica”, Electa, 1991.

La Sezione Varie raccoglie materiale estremamente eterogeneo, riferibile a tipologie fra loro diversissime, che per motivi storico-archivistici non è potuto affluire nelle altre sezioni. Le Varie raccolgono, infatti, documentazione personale di Conti e della famiglia (attestati, diplomi, benemerenze); materiale a stampa (opuscoli, depliants, locandine e materiale pubblicitario in genere di mostre ed esposizioni personali e collettive); alcuni calchi del volto del maestro, una testa della moglie e altre prove scultoree riferibili a personaggi legati a Conti e alla sua famiglia, documentazione iconografica di varia natura (numerose cartoline, opere in originale o in copia inviategli da amici, conoscenti e allievi). Di questa vasta e peculiare documentazione non esiste a tutt’oggi nessun elenco e pertanto è esclusa dalla consultazione.