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Mario Verdone

(Alessandria, 1917 - Roma 2009), saggista e narratore, storico e critico dello spettacolo, è Professore Emerito di Storia e critica del film all’università La Sapienza di Roma. Ha diretto le riviste «Bianco e Nero», «Cinematica», «Teatro Contemporaneo», «Cinema educatif et Culturel» (Parigi-Roma) e «Ecrans du Mond/World Screen» (Parigi-Londra). Tra le sue numerose pubblicazioni sullo spettacolo popolare, sul cinema e sul teatro d’avanguardia, con particolare riguardo al Futurismo, di cui è storico internazionalmente apprezzato, si ricordano: Gli intellettuali e il cinema (1952), Cinema e letteratura del Futurismo (1967), Teatro del tempo futurista (1969), La scena e il costume nel film (1956), Teatro italiano d’avanguardia (1970), Che cos’è il Futurismo (1970), Lubitsch (1971), Prosa e critica futurista (1973), Poemi e scenari cinematografici d’avanguardia (1975), Le avanguardie storiche del cinema (1975), I futuristi italiani (1978), Teatro del Novecento (1981), Teatro contemporaneo (tre voll. e cinque appendici, 1982 e segg.). I lavori sul Futurismo sono culminati nel 1990-91 in Diario parafuturista, I fratelli Bragaglia, Immaginario dell’acciaio, Avanguardie teatrali e La Casa d’Arte Bragaglia.

Il Fondo Mario Verdone, donato alla Fondazione nel 1987, si divide nelle seguenti sezioni: Manoscritti, che comprende materiale manoscritto e dattiloscritto di vario genere, ascrivibile ad autori legati al periodo delle Avanguardie e in particolare al Futurismo: Chiti, Ginna, Govoni, Marinetti, Settimelli. Si va dal saggio marinettiano sul Teatro totale ai testi teatrali di Govoni, dal quaderno autografo di Ginna a La vita si fa da sé di Chiti, con presentazione di Verdone; Biblioteca,che ospita una serie di studi e saggi critici di Verdone, tra i quali l’edizione originale del Teatro del tempo futurista del ’69 con correzioni autografe dell’autore, e una raccolta di estratti di suoi interventi, apparsi per lo più in rivista.